
Questo sarà il primo di numerosi post riguardanti il mio amatissimo Piemonte, in particolare la zona del Monferrato. Sono stata in questo ristorante in occasione di un weekend di natura e relax dalle parti di Camino (provincia di Alessandria). Il posto è essenziale, austero, rustico. Non c’è un menu, ci sono due o tre piatti al giorno. La specialità della casa è il fritto piemontese. Non so se l’avete mai assaggiato, io non l’avevo mai sentito prima. Si tratta di un piatto di tradizione popolare che è nato per sfruttare le parti di animale più povere che, quando gli animali delle cascine venivano macellati, non venivano vendute perchè meno pregiate ma potevano ugualmente rappresentare un’ottima fonte di nutrimento. Ebbene sì: tutto quello che solitamente fa rabbrividire, che ogni tanto appare negli ingredienti di strane pozioni magiche, impanato e fritto: polmone, animelle, cervella, fegato e testicolo. Solo successivamente è stato edulcorato attraverso l’aggiunta di semolino, amaretto e tagli di carne più consueti. A me piace moltissimo (considerate che quando al mare vado a fare snorkelling la mia mente funziona così: i primi cinque secondi sono ammirata dalla fauna marina, dai colori sgargianti dei pesci tropicali e dalla grandiosità che la natura mi infonde. Mi abbandono a pensieri profondissimi sulla vastità del mare e l’insignificanza dell’essere umano. Subito dopo comincio a immaginare i pesci in padella e mi viene fame).
Altro piatto forte è la tartare di manzo al coltello, già di per sè piatto forte della zona: io sono un’appassionata di questo tipo di carne e vi assicuro che mai nella vita ne ho assaggiata una così buona. Quel giorno c’erano anche i peperoni in bagnacauda e un antpasto di affettati, buoni ma non memorabili (sui peperoni in realtà non mi posso sbilanciare perchè non mi piacciono in assoluto).
Un posto speciale.
Via del Centro 13, Camino, Italia