Questo ristorante si è guadagnato la mia considerazione, oltre che per i piatti che propone, per la carta dei vini.
Facciamo un excursus: esiste un particolare tipo di vino che trovo davvero senza paragoni. Non sono un’intenditrice ma trovo che si possa dare un parere anche senza essere sommelier, solo sulla base del proprio gusto, sai che c’è.
Questi sono i vini bianchi macerati. Sono vini bianchi che vengono lasciati macerare sulle proprie bucce, come si fa con i rossi. Il risultato è un vino bianco color ambra, spesso un po’ torbido, profumatissimo. Non scendo nel dettaglio del loro sapore e aroma perchè secondo me le descrizioni di ciò che si mangia e che si beve – con buona pace di Masterchef – sono sempre un po’ noiosi. Sembrano le parafrasi delle poesie: puoi anche star lì a raccontarti le figure retoriche ma c’è una parte che sfugge sempre e che è spesso l’essenza di ciò che stai raccontando. Ecco secondo me il vino va bevuto e non descritto.
Dicevo però che questi vini sono stati una scoperta, sono spesso prodotti nell’area del Friuli attraverso agricoltura biologica, in alcuni casi biodinamica (qui una descrizione http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biodinamica ) , cioè rispettando le fasi della vigna, della fermentazione e della natura in generale, senza l’aggiunta di solfiti. Questo rende il vino particolarmente digeribile ed esente da postumi ma incide molto sul prezzo.
Uno dei pregi del Rovello, dicevo, è proprio la carta dei vini: è tra i pochi che ha una notevole scelta di vini bianchi macerati.
Passiamo ai piatti: si tratta di un ristorante piemontese. Io consiglio spassionatamente:
– la salsiccia di Bra con i crostini (nulla, ma nulla a che fare con la salsiccia normale)
– battuta di fassona
– i ravioli del Plin
– la guancia di vitello
– i bolliti
– il coniglio disossato
Siamo sull’ottantina di euro a testa con vino di cui sopra (che costa solo sui sui 50 euro).
Via Tivoli, 2, 20121 Milano
02 72093709

