Archivi tag: monferrato

Monferrato MON AMOUR: le mie tre proposte

Eccomi qui, dopo un po’ di latitanza, a proporvi tre posti indimenticabili dove mangiare, questa volta nella zona del Monferrato.

monferrato

Non so se avete già fatto esperienza del Piemonte, è una regione che mi ha conquistata tanti anni fa per la sua bellezza e la sua accoglienza (sì, avete sentito bene: sarà che sono di Milano e mi basta davvero poco per considerare le persone gentili) e che ho riscoperto da grande per la sua generosità eno gastronomica. Da piccola i miei avevano una cascina e io passavo tutti i weekend a scorrazzare per prati e boschi insieme al mio cane, Otto. I panorami piemontesi mi sono quindi familiari ma è solo l’anno scorso che mi sono dedicata anima e stomaco alla ricerca del meglio che il Monferrato potesse offrire.

La premessa obbligatoria è che una zona che offre una quantità esorbitante di ristoranti e trattorie e dove non mi è mai capitato di mangiare male quindi scegliere i migliori è stato più difficile del solito.

Ecco la mia lista

Il primo in assoluto è ADRIA (Corso Italia 34, 15027 Pontestura,  0142 466419). Se ci passi davanti non gli dai una lira, a partire dal nome che è Bar Ristorante Adria ma appena entri ti rendi conto che oltre l’apparenza c’è molto di più. E dopo questa perla vi giuro che la finisco con i luoghi comuni.

Dicevo, è a tutti gli effetti un ristorante e io vi consiglio spassionatamente questi piatti:

  • Antipasto “l’interpretazione”: tre modi di mangiare la carne di fassona. Tartare, filetto appena scottato e robiola avvolta nel carpaccio. Oppure i flan con crema di taleggio.
  • Io vado pazza per i primi ma se dovete scegliere due portate su tre vi consiglio antipasto e secondo: meritano comunque le tagliatelle ai funghi. Porcini, ça va sans dire.
  • LA QUAGLIA. Una roba da svenire: petti di quaglia rosolati nel fois gras con purè di patate. Anche gli altri secondi sono buoni ma questo è una spanna sopra.

 

Una avvertenza: i proprietari hanno uno splendido, enorme gatto nero molto mansueto con gli umani. Se però avete con voi un cane state attenti: il gatto non solo non gradirà la sua presenza ma lo inseguirà per aggredirlo. Proteggetelo.

agnolotti

Poi, buono e molto sofisticato, meglio per cena che per pranzo (via Roma 26 A, 15030 Treville 3453215472), il TRE VILLE: io non vado matta per i menu a prezzo fisso perchè i piatti che preferisco leggendo la lista completa ne sono enosorabilmente esclusi, in tutta la vita non ho mai trovato le mie preferenze riassunte in un menu fisso. Qui però i menu sono due e sono davvero interessanti. In particolare quello con battuta al coltello di fassone e funghi come antipasto, agnolotti al tartufo a seguire e stracotto di maiale come secondo. Sorbetto e caffè con buscottini della casa per finire. Bei leggeri, come sempre da queste parti.

tartare

Ora vi sparo un posto davvero davvero spartano, una trattoria con pochi piatti proposti al giorno, e un signore un po’ burbero che vi elenca le proposte e che appare vagamente disturbato dall’idea di dovervi dar retta.

Che vi devo dire, mi è piaciuto un sacco. Qui gusterete secondo me una tra le migliori realizzazioni di fritto piemontese della zona (se siete coraggiosi e pensate che tra filetto e polmone non ci sia poi tanta differenza…). Molto frequenti i peperoni in bagnacauda e la battuta al coltello, praticamente una crema di carne, non l’ho mai più trovata così. Caffe’ Trattoria del Centro Via del Centro 13, Camino.

Ecco, ho finito il post e mi è venuta fame.

Trattoria del Centro

Piatto-pronto-ingredienti-ciotole-cucchiaio_dettaglio_ricette_slider_grande3

Questo sarà il primo di numerosi post riguardanti il mio amatissimo Piemonte, in particolare la zona del Monferrato. Sono stata in questo ristorante in occasione di un weekend di natura e relax dalle parti di Camino (provincia di Alessandria). Il posto è essenziale, austero, rustico. Non c’è un menu, ci sono due o tre piatti al giorno. La specialità della casa è il fritto piemontese. Non so se l’avete mai assaggiato, io non l’avevo mai sentito prima. Si tratta di un piatto di tradizione popolare che è nato per sfruttare le parti di animale più povere che, quando gli animali delle cascine venivano macellati, non venivano vendute perchè meno pregiate ma potevano ugualmente rappresentare un’ottima fonte di nutrimento. Ebbene sì: tutto quello che solitamente fa rabbrividire, che ogni tanto appare negli ingredienti di strane pozioni magiche, impanato e fritto: polmone, animelle, cervella, fegato e testicolo. Solo successivamente è stato edulcorato attraverso l’aggiunta di semolino, amaretto e tagli di carne più consueti. A me piace moltissimo (considerate che quando al mare vado a fare snorkelling la mia mente funziona così: i primi cinque secondi sono ammirata dalla fauna marina, dai colori sgargianti dei pesci tropicali e dalla grandiosità che la natura mi infonde. Mi abbandono a pensieri profondissimi sulla vastità del mare e l’insignificanza dell’essere umano. Subito dopo comincio a immaginare i pesci in padella e mi viene fame).

Altro piatto forte è la tartare di manzo al coltello, già di per sè piatto forte della zona: io sono un’appassionata di questo tipo di carne e vi assicuro che mai nella vita ne ho assaggiata una così buona. Quel giorno c’erano anche i peperoni in bagnacauda e un antpasto di affettati, buoni ma non memorabili (sui peperoni in realtà non mi posso sbilanciare perchè non mi piacciono in assoluto).

 

Un posto speciale.

Via del Centro 13, Camino, Italia